L’INFLUENZA SPAGNOLA DEL 1918


L’avvenimento che, al pari della Prima Guerra Mondiale, ha sconvolto l’umanità intera è stata la pandemia cosiddetta “Spagnola” che è imperversata nel mondo nel periodo 1918-1920 contagiando 500 milioni di persone e causando la morte di un numero, variante secondo le stime, tra i 25 e i 50 milioni di persone.
Si ritiene abbia avuto origine in America, nel 1917 ed introdotta successivamente in Europa dai soldati americani sbarcati in Francia nel 1917. Fu impropriamente definita Influenza Spagnola non perché fosse insorta nella penisola iberica, bensì perché la Spagna, non coinvolta nella Grande Guerra, non praticava la censura militare sulla stampa come era negli altri paesi europei in guerra e diede per prima notizia della diffusione dell’influenza.
Il globo intero fu colpito dalla pandemia in tre ondate successive, nella primavera del ’18, nella tarda estate ed infine nella fase autunno-inverno del 1918-1919.
La seconda ondata, quella estiva, esplose nella forma più acuta accompagnandosi a gravi complicazioni polmonari che, nella maggior parte, provocarono il decesso dei colpiti.

Due donne passeggiano col volto coperto (Keblog.it)


All’epoca la natura virale non era riconosciuta e comunque i farmaci antivirali e gli antibiotici furono scoperti solo diversi anni dopo.
Alla diffusione della malattia contribuirono certamente le condizioni igienico – sanitarie dei soldati in guerra ammassati nella trincee ed anche i loro spostamenti territoriali con mezzi ferroviari e navali; in quel periodo la malnutrizione giocò un ruolo importante nell’esito infausto della influenza da virus del ceppo H1N1 (dove H sta per emoagglutinina e N sta per neuraminidasi).

Sorprendentemente i più colpiti risultarono i giovani fra i 18 ed i 30 anni e gli studiosi ritengono che ciò fu probabilmente dovuto al fatto che gli anziani vennero risparmiati per essere stati esposti, negli anni precedenti, a virus simili, sviluppando quindi difese immunitarie.

Donna indossa maschera utilizzata per le cure contro l’Influenza Spagnola (Getty Images)

Anche allora si adottarono misure di contenimento e restrittive come guanti e mascherine; fu un capitano medico di stanza a Sossano (Vicenza) che per primo intuì la gravità dell’infezione e che, ipotizzando trattarsi di tifo, chiese al sindaco del Comune la chiusura immediata, seppur temporanea, delle scuole: misure assolutamente insufficienti e tardive tanto che l’influenza dilagò in tutti i continenti facendo numerose vittime anche fra infermieri, crocerossine e medici curanti.
Già colpita dalla guerra, dove perirono 650 mila soldati, l’Italia dovette subire, a causa della pandemia, la perdita, secondo le stime, di 450 – 600 mila persone.
Nomi illustri furono vittime della pandemia: i pittori Gustav Klimt ed Egon Schiele,
il poeta Guillaume Apollinaire, il sociologo Max Weber e, non ultima, la
crocerossina Margherita Kaiser Parodi, unica donna sepolta nel Sacrario Militare di Redipuglia.

Autore: Lorenzo PELLIZZARI

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