Le donne nella Grande Guerra

La Grande Guerra è, a torto, sempre stata considerata come un evento che ha interessato gli uomini soldato, mentre in realtà le donne hanno dato un contributo altissimo alla causa della Patria.
La tradizione dei nuclei famigliari, sia di origine contadina che operaia, vedeva gli uomini impegnati al lavoro nei campi o nelle fabbriche, mentre alla donna era riservato il lavoro entro le mura domestiche e la cura dei bambini.
La chiamata alle armi di milioni di combattenti comportò una riduzione dei posti di lavoro nelle fabbriche, negli uffici, nelle industrie manifatturiere ed un calo della produzione agricola. Per sopperire a questa carenza le donne furono pronte a sostituirli, dopo un breve periodo di addestramento, affrontando anche lavori pesanti e pericolosi come nelle fabbriche di munizioni a contatto con materiale chimico ed esplosivo.
Il loro ruolo passò velocemente da “Angelo del focolare domestico” a quello di lavorratrice impegnata in attività importanti come quella economica, sociale, sanitaria.
Nelle fabbriche italiane le donne erano 23.000 nel 1915, a fine conflitto si contavano 198.000 operaie. Trovarono altresì occupazione come impiegate negli uffici pubblici nelle banche, come partalettere o conduttrici di treni e di tram.
Fin dall’inizio del conflitto i comandi militari si rivolsero alle donne residenti nella vicinanza del fronte per la realizzazione di mulattiere e strade “arruolando” numerose giovani, come le portatrici carniche o cadorine, per il trasporto dei viveri, indumenti, medicine e munizioni fino ai confini con le trincee.

E’ proprio al loro ricordo che la Sala Storica di Albignasego ha organizzato una mostra ospitata dalla Biblioteca comunale i cui dettagli organizzativi sono disponibili nella locandina qui sotto.

Autore Lorenzo Pellizzari

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