Il fucile Mod. 91

La scoperta della polvere nera (nitrato di potassio), fu utilizzata nelle armi da sparo.
Il perfezionamento scientifico e tecnologico consentì quindi la riduzione del peso e del volume delle armi e
delle munizioni; nei secoli l’arma da sparo sostituì la lancia e l’ascia di cui erano dotate cavalleria e fanteria;
il progresso della siderurgia, della meccanica e la conoscenza sempre più approfondita della chimica,
consentirono di progettare, con miscele esplosive e detonanti, fucili, carabine e moschetti sempre più
avanzati e precisi.
I fucili ad avancarica (caricati cioè con polvere e palle inserite nella canna), vennero sostituiti con quelli a
retrocarica allorchè si inventò la polvere senza fumo e le cartucce con percussione centrale; da qui il passo
ai fucili a ripetizione fu breve.
Quando l’Italia fece il suo ingresso nella Prima Guerra Mondiale del 1915-18, era dotata di due tipi di fucili:
il Vetterli-Vitali calibro 10,35 ed il Carcano-Manlicher cal. 6,5 mmm., più noto come fucile “91”.
Il fucile “91” aveva un meccanismo a ripetizione dell’ingegnere austriaco Ritter Von Manlicher mentre il
sistema dell’otturatore girevole-scorrevole era attribuibile a quello del Colonello di artiglieria Salvatore
Carcano; il Vetterli aveva il caricatore con 4 cartucce cal. 10,35 mentre il mod. “91”era dotato di caricatore
a 6 cartucce cal. 6,5, con un minor peso e conseguentemente il vantaggio di avere “un colpo in più”.
Fu realizzato con riferimento a condotte di combattimento già superate: con la baionetta innestata
raggiungeva la lunghezza di m. 1,60 che andava bene allorchè i combattimenti si sviluppavano in aperta
campagna fronteggiando il nemico armato di sciabola ma risultò troppo lungo ed ingombrante nel
combattimento corpo a corpo negli angusti spazi della trincea.
Così subì alcuni adattamenti per le truppe d’assalto come gli arditi ma anche per la cavalleria ed i
carabinieri: la cassa in legno fu accorciata, il manubrio dell’otturatore ripiegato mentre la baionetta
aderente alla canna risultò ripiegabile.



Alcuni dati tecnici: peso 3,8 kg. (scarico senza baionetta), cadenza di tiro 15 colpi al minuto, velocità alla
volata 700 m/sec, tiro utile m.1000, gittata massima m.3000.
Utilizzato su tutto il fronte rispose bene alle estreme condizioni del freddo, pioggia, fango sia come fucile
che come moschetto da cavalleria o per truppe speciali.
Era dotato di buona precisione ed utilizzato fino ai 200-300 metri di distanza; viene riportata in letteratura
anche una variante con cannocchiale telescopico di fabbricazione italiana o francese ed usata per il tiro a
maggior distanza dai soldati tiratori scelti del Regio Esercito Italiano.
Non tutti sanno che, per la sua precisione, il fucile Carcano mod. 91/38, dotato di cannocchiale telescopico
di fabbricazione giapponese, fu scelto da Oswald per colpire a distanza il Presidente degli Stati Uniti John F.
Kennedy.

Articolo a cura di Lorenzo Pellizzari

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